San Domenico costringe il diavolo a rivelargli dove guadagna nel peccato e dove perde
In un’occasione, mentre San Domenico passeggiava di notte nel convento di Santa Sabina, vegliando sul suo gregge con la vigilanza di un buon pastore, incontrò il demone nel dormitorio, che si aggirava come un leone in cerca di chi divorare; e, riconoscendolo, gli disse: “Bestia malvagia, cosa fai qui?” “Svolgo il mio dovere”, rispose il demone, “e mi occupo dei miei guadagni”. “E quali guadagni fai nel dormitorio?”, chiese il santo. “Guadagno abbastanza”, rispose il demone.
«Disturbo i frati in molti modi; innanzitutto, tolgo il sonno a coloro che desiderano dormire affinché si alzino prontamente per le mattutine; poi do un’eccessiva pesantezza agli altri, cosicché quando suona la campana, per stanchezza o pigrizia non si alzano; oppure, se si alzano e vanno al coro, lo fanno controvoglia e recitano l’ufficio senza devozione». Allora il santo lo condusse in chiesa e gli disse: «E tu che cosa guadagni qui?». «Molto», rispose il diavolo; «li faccio arrivare tardi e andar via presto». «Li riempio di disgusti e distrazioni, così che facciano male tutto ciò che devono fare». «E qui?» chiese Domenico, conducendolo al refettorio. «Chi non mangia troppo o troppo poco?» fu la risposta; «e così o offendono Dio o danneggiano la propria salute». Poi il santo lo portò nel salotto, dove i frati potevano parlare con i laici e dedicarsi allo svago. E il diavolo cominciò a ridere maliziosamente, a saltare e a balzare qua e là, come se si divertisse, e disse: «Questo posto è tutto mio; qui ridono e scherzano, e ascoltano mille vane storie; qui pronunciano parole oziose e si lamentano spesso del loro governo e dei loro superiori; e tutto ciò che guadagnano altrove lo perdono qui». Infine giunsero alla porta della sala capitolare, ma il diavolo non volle entrare.
Tentava di fuggire, dicendo: «Questo posto è un inferno per me; qui i frati si accusano delle loro colpe e ricevono rimproveri, correzioni e assoluzione». «Ciò che hanno perso in ogni altro luogo, lo ritrovano qui». Detto questo, scomparve, e Domenico rimase profondamente meravigliato dalle insidie e dalle reti del tentatore; in seguito, ne parlò a lungo con i suoi fratelli, avvertendoli di stare in guardia.
