UGL TLC Basilicata aderisce allo sciopero nazionale del settore CRM/BPO dell’11 novembre.
Giordano e Saracino: “Anche in Basilicata sosteniamo la mobilitazione nazionale. Servono garanzie occupazionali e risposte concrete per il futuro del settore”.
“L’UGL Basilicata Telecomunicazioni aderisce alla mobilitazione nazionale proclamata per il settore CRM/BPO, con sciopero delle prestazioni lavorative per l’intera giornata dell’11 novembre 2026. L’adesione della struttura regionale lucana si inserisce nel quadro della vertenza nazionale e fa seguito alla conclusione negativa della procedura di raffreddamento, come da verbale del Ministero del Lavoro del 7 ottobre scorso. Una presa di posizione che nasce dalla crescente preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center e dei servizi di assistenza alla clientela, sempre più esposti agli effetti delle trasformazioni tecnologiche, alle politiche di riduzione dei costi e alla delocalizzazione delle attività. Fenomeni che richiedono risposte tempestive e un confronto istituzionale capace di tutelare l’occupazione e valorizzare le professionalità del comparto”.
A dichiararlo sono il segretario regionale UGL Basilicata TLC, Pino Giordano, e la segretaria provinciale della Federazione di Matera, Mina Saracino, che confermano il sostegno della struttura territoriale alla mobilitazione nazionale e richiamano l’attenzione sulle ricadute che la crisi del settore può determinare anche sul territorio lucano.
“L’introduzione sempre più estesa e non adeguatamente regolamentata di processi di automazione basati sull’Intelligenza Artificiale, insieme alla delocalizzazione di volumi di attività all’estero, sta alimentando una situazione di forte incertezza. Diverse aziende hanno già prospettato procedure di riduzione del personale e questo rappresenta un segnale che non può essere sottovalutato. Anche la Basilicata deve mantenere alta l’attenzione su questi fenomeni, perché la tutela del lavoro e delle competenze professionali è una priorità che riguarda l’intero sistema delle telecomunicazioni”.
Giordano e Saracino sottolineano come la transizione digitale debba essere accompagnata da regole chiare, responsabilità aziendali e politiche industriali capaci di coniugare innovazione e occupazione. Il progresso tecnologico non può tradursi in una progressiva espulsione di personale, né può giustificare un modello di sviluppo fondato esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro.
“La convocazione del tavolo nazionale delle telecomunicazioni, prevista per il 12 novembre con i ministri competenti, rappresenta un passaggio importante, ma ora è necessario andare oltre le dichiarazioni d’intenti. Il settore attende risposte strutturali e misure concrete. È fondamentale che il Governo affronti con determinazione le conseguenze occupazionali dell’automazione e il fenomeno delle delocalizzazioni, mettendo al centro la salvaguardia dei posti di lavoro e il futuro delle professionalità coinvolte. Con la propria adesione allo sciopero nazionale dell’11 novembre, l’UGL TLC Basilicata conferma la piena partecipazione della struttura regionale alla mobilitazione e ribadisce la necessità di un cambio di passo nelle politiche per il settore CRM/BPO. La difesa dell’occupazione, la valorizzazione delle competenze e la qualità del lavoro devono rappresentare priorità irrinunciabili, anche per il territorio lucano. L’Intelligenza Artificiale va governata e le delocalizzazioni devono essere affrontate con interventi efficaci, affinché le trasformazioni industriali non si traducano in perdita di posti di lavoro e impoverimento professionale. Il confronto ministeriale del 12 novembre – concludono Saracino e Giordano – dovrà essere l’occasione per passare dalle analisi agli impegni concreti. L’UGL TLC Basilicata farà la propria parte, sostenendo le rivendicazioni nazionali e richiamando l’attenzione sulle ricadute territoriali della crisi. Perché l’innovazione deve creare opportunità, non cancellare lavoro: la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e la salvaguardia dell’occupazione restano il punto fermo della nostra azione sindacale”.
Potenza, 15 ottobre 2026