Venerdì 4 settembre il governo guidato da Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia repubblicana: 1.413 giorni dal giuramento del 22 ottobre 2022, uno in più del secondo governo Berlusconi, che deteneva il primato dal 2005 con 1.412 giorni. È il governo numero 68 in diciannove legislature dal 1946, e in quasi quattro anni ha cambiato soltanto tre ministri. Fratelli d’Italia prepara una manifestazione a Bari per trasformare la ricorrenza in argomento elettorale: la stabilità come risultato politico da spendere.

Il contesto europeo fa da contrasto. In Francia dal 2024 si sono succeduti quattro primi ministri in meno di due anni, uno dei quali rimasto in carica ventisette giorni. Nel Regno Unito, tra il 2019 e il 2024, a Downing Street se ne sono alternati quattro. La premier rivendica da tempo di aver restituito all’Italia “una stabilità politica rara nella storia repubblicana”.
Nella stessa settimana arriva il tassello mancante. La nuova legge elettorale, battezzata Stabilicum, approda in aula al Senato il 9 settembre, con le votazioni previste per il 15. La riforma del premierato, l’altra bandiera della stabilità, resta invece un tentativo arenato. Il calendario non è casuale: superato il record e approvata la legge elettorale, si apre la finestra in cui la scelta dei tempi del voto diventa una variabile politica concreta, con la legislatura che scadrebbe naturalmente nell’autunno 2027.

Sullo sfondo, i numeri che nessuna celebrazione cita. L’affluenza alle politiche è al minimo storico della Repubblica, alle europee del 2024 non si è raggiunto il 50%, e ai referendum il quorum non viene raggiunto da vent’anni, con l’unica eccezione di quello sull’acqua del 2011, il cui risultato è stato poi disatteso. Il paese più stabile della sua storia è anche quello in cui il maggior numero di cittadini rinuncia a votare.

Fonti: ANSA, Quotidiano Nazionale, YouTrend, Ministero dell’Interno, agenzie parlamentari, agosto 2026
