In un pregevole documentario presente sulla piattaforma Numero6.org e’ andata in onda una disamina critica ma inerpicata su dati e prove, della fallace storia del canale di Suez secondo cui risulta impossibile fosse stato costruito con le antiquate ed inadatte tecnologie di fine ottocento. Ne’ con il numero di persone che all’epoca componevano la forza lavoro. Infatti non vi e’ traccia di pagamenti ne’ logistica relativa ad abbeveraggio o tracce di fosse comuni o retaggi di lavoro come utensili o similari, per i 120000 ufficialmente morti a causa del caldo e del lavoro. Infatti in base a calcoli e nozioni contemporanee, l’epoca prenovecetesca non disponeva dei macchinari ne’ della forza lavoro animale od umana, per attuare l’opera faraonica del canale di Suez. Anche perche’ azzardando l’ipotesi che tale canale fosse realizzato da una dovizia di uomini, per dissetarli senza ucciderli sarebbero occorsi 4,5 milioni di litri di acqua giornaliera impossibili da trovare e trasportare con le conoscenze dell’epoca. E probabilmente nemmeno presenti nelle falde acquifere disponibili. Ancora lo smussamento delle pareti roccee sia del canale di Suez che di quello di Panama, si contrassegnano come perfettamente tagliate e lineari. La qual cosa sarebbe stata impossibile a meta’ ottocento. Infatti le pareti roccee figurano recise come si trattasse di pietre morbide. Inoltre il lavoro di spianamento del fondo del canale, alla luce del materiale ingente e durissimo di detriti e rocce del sottosuolo, non comporta prove di estrazione ne’ di smaltimento. E se fosse stato eseguito con le tecnologie vetuste dell’epoca, tale opera avrebbe comportato l’impiego di un numero di persone ampiamente superiore di quello riportato dai documenti ufficiali ed accademici. Un numero superiore di lavoratori rispetto agli abitanti di quelle porzioni di territorio.
Pare che l’interessamento dell’Inghilterra al canale di Suez che poi fu acquisito da una societa’ della Corona, afferisse alla scoperta dell’Mi5 secondo cui la Francia che aveva dato adito a questa macropera ingegneristica, vi stesse frodando opinione pubblica, stati e finanza. Tanto piu’ che scienziati, ingegneri e tecnici britannici, avevano comprovato l’impossibilita’ di edificare il canale di Suez per scarsita’ di tecnologia, manodopera e capacita’ finanziaria. La frode parigina sul canale di Suez, verteva sul fatto che tale infrastruttura era gia’ presente ma andava semplicemente dissotterrata. Come sarebbe stato fatto anche per il canale di Panama e molti altri che si estendono dalla Turchia alla Russia, passando per Canada e Cina. Secondo l’ermeneutica della piattaforma di Morris San, queste opere monstre afferiscono ai giganti ed alla antica Tartaria, civilta’ estinta ma in possesso di tecnologie ben piu’ datate e superiori a quelle umane. Da cui i moderni sistemi di potere vigenti e di matrice euroamericana e giudaica, hanno solo ripreso schemi prefatti ed edificato tecnologie piu’ onerose, perniciose, dannose, ma inferiori e meno efficaci.
E’ stata fatta un’immane censura e praticato un altrettanto grande insabbiamento sulla Tartaria e sui giganti, da parte del grande potere planetario, al fine di impedire al popolo di porsi domande escatologiche ed annettersi e subordinarsi interamente a Dio. Bensi’ con tale tattica, il processo di laicita’, secolarizzazione, materialismo e controllo occidentali, sarebbe stato realizzato e mantenuto con successo.
Secondo anamnesi bibbliche e non ufficiali, la civilta’ dei giganti fu smantellata da Dio tramite fenomeni naturali letali, in quanto tali creature superiori, avevano peccato di tracotanza nei confronti della Divina Provvidenza, rinnegandone i Comandamenti e la superiorita’. Approfondimento e/o sostegno nella sezione contenuti segreti di Adfnews.it
