STRAPPATI i manifesti a Milano

Ci sarebbe da ridere per non piangere.
La settimana scorsa ti ho parlato della campagna di affissioni stradali che abbiamo avviato a Milano e Verona (città di apertura e chiusura delle Olimpiadi invernali) per chiedere al Comitato Olimpico Internazionale di non consentire agli atleti maschi che si sentono donne di gareggiare contro le donne che… sono donne, per davvero.Il motivo è ovvio: la biologia non è una sensazione, un corpo che ha attraversato lo sviluppo ses-uale maschile presenta, in ambito agonistico, dei vantaggi fisiologici che nessuna “riduzione” di testosterone potrà mai azzerare.Ci sono due cose che devi sapere su questa campagna di affissioni.Ricevere l’autorizzazione dai Comuni è stato un travaglio. Abbiamo dovuto modificare più volte il bozzetto della grafica.I Comuni, seguendo le indicazioni giunte dalla “cabina di regia” delle Olimpiadi, ci hanno imposto di rimuovere dai manifesti qualsiasi riferimento al Comitato Olimpico Internazionale.Ovvero, il destinatario della nostra campagna. Ne è uscito fuori un appello a non si sa chi: una limitazione molto grave, in termini comunicativi.Un divieto che temiamo sia stato giustificato da motivazioni politiche, dato che le Amministrazioni da cui è giunto sono esse stesse coinvolte nel comitato organizzatore delle Olimpiadi.Un palese conflitto di interessi, non trovi?Abbiamo dovuto sottostare alla richiesta per non dover rinunciare agli spazi pubblici destinati alle affissioni stradali, che per gli enti senza scopo di lucro come noi hanno un costo rilevante ma almeno calmierato.Come se non bastasse, una volta affissi, numerosi manifesti a Milano sono stati vandalizzati e strappati dai “soliti ignoti”.Oltre al danno, la beffa!
Questo, Francesco Paolo, è lo stato della libertà di opinione ed espressione in Italia nel 2026.I Comuni decidono se, cosa e come puoi esprimere le tue idee e opinioni in pubblico. I soliti “democratici” di passaggio vanno direttamente alle vie brevi e ti tappano direttamente la bocca.Noi non staremo a guardare, Francesco Paolo.Se loro ci ostacolano, noi reagiamo subito: firma e diffondi la petizione per chiedere al Comitato Olimpico Internazionale di impedire agli uomini di gareggiare nelle categorie femminili se si “sentono” donne. La biologia non è un’opinione!Firmare e diffondere la petizione è il modo più rapido, semplice e sicuro per diffondere la nostra campagna aggirando censure e minacce.Le Olimpiadi finiscono questa settimana: abbiamo pochi giorni per raccogliere il maggior numero di firme e far giungere la nostra richiesta a Kirsty Coventry, la presidente del Comitato Olimpico Internazionale che sarà in Italia per la cerimonia di chiusura dell’evento.Firma ora la petizione: chiediamo al Comitato Olimpico Internazionale di escludere gli atleti maschi che si “sentono” donne dalle competizioni sportive femminiliTi ringrazio di cuore.Avanti tutta per la Vita,

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