Scienza in vendita: chi decide cosa dobbiamo sapere (e cosa no)

Tra tagli politici alla ricerca e finanziamenti privati interessati, la scienza libera è un’illusione sempre più costosa


Ci hanno insegnato che la scienza è neutrale, oggettiva, al servizio dell’umanità. Ma se alziamo il coperchio, il quadro è diverso: la ricerca scientifica è un campo di battaglia dove si scontrano interessi politici, economici e ideologici. E a pagare il prezzo più alto è la verità.

L’assalto politico: quando il potere cancella la scienza scomoda21 Nel suo primo anno di secondo mandato, Donald Trump ha fortemente ridotto il numero di progetti finanziati dalle due più importanti agenzie federali a supporto della ricerca — NIH e NSF — ha bloccato progetti già avviati sulla base di visioni ideologiche, ha provocato un calo delle iscrizioni alle università da parte di studenti internazionali e ha ridotto il personale nelle agenzie scientifiche federali. 23 Un’inchiesta del New York Times ha rivelato che quasi 2.500 progetti scientifici sono stati cancellati o congelati nei primi mesi del 2025. 22 Il bilancio proposto per il 2026 prevede, tra le altre cose, i tagli al budget dell’osservatorio di Mauna Loa e ad altri tre osservatori chiave, oltre a quasi tutta la ricerca climatica condotta dalla NOAA. 26 Il budget della NASA prevede un taglio del 50% ai fondi per la ricerca scientifica, con oltre 3 miliardi in meno nel 2026. Il messaggio è chiaro: se la scienza contraddice l’agenda politica, la scienza va eliminata. 23 Il paradosso è evidente: in un’epoca segnata dalla disinformazione, si tagliano i fondi a chi cerca di studiarla con metodo scientifico.

La rivista Science ha classificato gli attacchi alla scienza dell’amministrazione Trump come 21il principale fallimento scientifico del 2025. 28Secondo lo storico Robert Proctor, stiamo entrando in una “età dell’oro dell’ignoranza”.

L’altro padrone: Big Pharma e il conflitto d’interessi strutturale

Ma il problema non viene solo dalla politica. 31La maggior parte degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni in ambito sanitario è finanziata dall’industria farmaceutica (nel 2019 in Italia il numero di studi clinici indipendenti si attestava al 23,2%). 31L’86% delle risorse economiche dell’EMA — l’Agenzia Europea per i medicinali — deriva da tasse e commissioni pagate dalle stesse aziende farmaceutiche che desiderano immettere un medicinale sul mercato, un meccanismo in cui il soggetto “controllante” è direttamente finanziato dal soggetto “controllato”.11 Molteplici studi hanno rilevato che gli aumenti di prezzo dei farmaci non hanno alcuna connessione con il costo di sviluppo o con miglioramenti nell’efficacia: le aziende fissano i prezzi per massimizzare i profitti, non per una reale connessione con l’innovazione. 15 Secondo un sondaggio Gallup, solo il 18% circa degli americani ha una percezione positiva dell’industria farmaceutica. 34 Il conflitto d’interessi influisce ormai su ogni ambito della medicina — formazione, integrità della ricerca, linee guida, sistemi regolatori, trial clinici. Il 62% degli oncologi italiani intervistati ha dichiarato di aver ricevuto pagamenti dall’industria farmaceutica negli ultimi tre anni.

La domanda che nessuno vuole fare1 Da diverso tempo si assiste a un preoccupante declino della fiducia nei confronti degli esperti e degli scienziati, con la conseguente erosione della loro autorità epistemica. Ma la risposta non è delegittimare la scienza — è **liberarla**. Liberarla dalla morsa di chi la finanzia per controllarla, di chi la taglia per nascondere verità scomode, di chi la piega al profitto.

Il cittadino ha diritto a una scienza pubblica, indipendente e trasparente. Tutto il resto è propaganda — con il camice bianco.

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