Regno Unito verso sacralita’ della vita: Italia al bivio

Sta accadendo sotto i nostri occhi.

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a un attacco aggressivo, incessante e sistematico alla sacralità della vita umana nel nostro Paese.

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Sempre più attivisti e gruppi politici si stanno battendo con crescente determinazione per abbattere le nostre difese culturali, tentando di aggirare il dibattito nazionale e imponendo l’approvazione di leggi sul suicidio assistito all’interno dei Consigli regionali.

Ciò che cercano di fare è trasformare le strutture sanitarie regionali in luoghi dove si aiutano le persone a porre fine alla propria vita. 

C’è il rischio concreto che tutto questo finisca per compromettere la loro missione di garantire assistenza e cure fino alla fine e alleviare il dolore dei pazienti. 

Il 2 settembre è stato inferto un colpo devastante alla causa pro-life in Italia: il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una proposta di legge di iniziativa popolare sulle procedure per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito.

Dopo la Toscana, la Sardegna e l’Emilia-Romagna, il Veneto è diventato la quarta regione d’Italia (e, tragicamente, la prima governata da una coalizione di centrodestra!) ad approvare una legge in materia, aprendo ulteriormente le porte a questa devastante cultura della morte.

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Ci spezza il cuore vedere le amministrazioni regionali, che dovrebbero dare priorità alle cure palliative e al sostegno alle famiglie in difficoltà, cedere alle pressioni per istituzionalizzare il suicidio assistito.

Questa strategia regionale non nasce nel vuoto: fa parte di una mobilitazione coordinata per spingere il Parlamento italiano ad approvare una legge nazionale.

I promotori stanno sfruttando queste vittorie regionali per esercitare pressione sui parlamentari, chiedendo una legge nazionale che disciplini in modo uniforme l’accesso al suicidio assistito in tutto il Paese.

Quando la società comincia a trattare le persone vulnerabili come pesi di cui disfarsi, anziché come persone degne di amore e cure senza condizioni, perdiamo il cuore stesso della nostra comune umanità.

Eppure, nel mezzo di questa marea oscura che continua a crescere, si è aperto uno spiraglio di speranza in Europa!

Solo pochi giorni fa, venerdì 11 settembre, la Camera dei Comuni del Regno Unito ha preso posizione e ha detto con coraggio NO al suicidio assistito. 

Con 286 voti contrari e 270 favorevoli, i deputati britannici hanno respinto la proposta di legge sulla morte assistita in Inghilterra e Galles.

Nel dibattito, gli oppositori hanno richiamato l’attenzione sul rischio di una progressiva estensione dei criteri di accesso e sulle possibili conseguenze nefaste per le persone con disabilità, gli anziani e i malati.

Nel Regno Unito hanno scelto di prendersi cura dei malati, invece di abbandonarli. Hanno scelto la vita invece di prescrizioni letali.

Vorrei sottolineare questo: una simile vittoria a Londra dimostra che l’approvazione di leggi sul suicidio assistito NON è inevitabile! Quando i difensori della vita si mobilitano, dicono la verità e si rifiutano di arrendersi, la cultura della morte può essere fermata.

Anche l’Italia si trova ora davanti a un bivio cruciale e noi non possiamo permetterci di rimanere in silenzio mentre nel nostro Paese la morte assistita viene presentata come una risposta alla disperazione.

Ciò che sceglieremo di fare ora potrebbe contribuire a determinare se le persone vulnerabili saranno circondate da cure e attenzioni oppure finiranno per percepire la morte anticipata come la loro unica via d’uscita.

Perciò oggi non ti sto chiedendo di firmare una petizione. 

Ti sto chiedendo di contribuire a definire il prossimo passo di CitizenGO.

Vorrei conoscere direttamente la tua opinione:

Qual è il passo più urgente che noi di CitizenGO dobbiamo compiere subito per impedire che la spinta a favore del suicidio assistito si diffonda ulteriormente in Italia, prima che tutto questo diventi la nuova normalità?

Clicca su «Rispondi» e fammelo sapere.

Leggerò ogni singola risposta. In un momento come questo, la tua opinione è preziosa: sapere che anche tu hai a cuore questa battaglia ci dà la forza di andare avanti.

Grazie per il tempo prezioso che ci hai dedicato,

Matilde Giunti e tutto il team di CitizenGO

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