di Francesco SIDOTI
Professore Emerito in Sociologia e Criminologia
Università dell’Aquila
Il volume di Liuva Capezzani, “Salute e sicurezza. Prospettive interdisciplinari di interesse per l’approccio one health allargato e l’intelligence”, copre un vuoto nella pubblicistica italiana. È infatti il primo volume dedicato alla Medical Intelligence, prospettiva che ha mostrato tutta la sua necessità e urgenza durante la pandemia. C’è un’ampia distanza tra la competenza necessaria e una forte richiesta di informazione nella cultura comune, con una percezione acuta dei possibili pericoli, anche tra gli specialisti.
Nell’analisi interdisciplinare svolta da Liuva Capezzani, confluiscono brillantemente discipline molto diverse, dalla psicologia all’antropologia. L’approccio è innovativo, creativo, originale. Ha una rilevantissima applicabilità pratica e, contemporaneamente, un pioneristico interesse per la comunità scientifica e per i decisori politici. Infatti, la proposta di un Osservatorio di PsicoIntelligence è una prospettiva istituzionale che invita ad una policy veramente innovativa. Il metodo di ricerca è convincente, sorretto da un’inusuale correttezza dell’analisi e dalla rilevanza delle fonti utilizzate. Nel volume si insiste su un punto: la salute mentale e relazionale è oggi una variabile geopolitica, perché si tratta di una premessa della stabilità delle società contemporanee. È spiegato perfettamente che la sicurezza è un bene sistemico, anticipatorio e relazionale. C’è bisogno di un paradigma “psicologico-cognitivo” per prevenire e affrontare minacce ibride e guerre cognitive. Come dice Franco Gabrielli, richiamato in esergo a questo bel volume, la coesione sociale non è un effetto, ma la premessa della sicurezza. L’autrice merita le congratulazioni degli specialisti e l’attenzione del più vasto pubblico.
