Prosciuga la palude dello stato profondo: Trump si fa strada

Molti uomini nati negli anni ’70 ed ’80 vivono epidermicamente il malessere di essere imprigionati in una spirale politico-economica sovversiva che esula dal colore politico del governo, in quanto rammentano il perfetto funzionamento di una nazione in cui lo stato coadiuvava le imprese tutelando redditi e patrimoni personali ed industriali, in modo da garantire egemonia continentale e mondiale, autosufficienza energetica, industriale, mineraria, politica e finanziaria. In quella prospettiva trasparivano grandi uomini come l’Avvocato Agnelli che investivano a iosa nel Bel Paese, il mercato interno era liquido ed orientato principalmente su acquisti nazionali. I beni e servizi erano  calmierati, il debito pubblico ed indirettamente quello privato, erano garantiti e le pensioni e salari  erano direttamente proporzionali all’inflazione. Quello rappresentava l’unico e migliore paradigma di crescita non solo per Roma, bensi’ per il mondo. Dunque e’ opportuno smantellare il processo che ha invertito quella tendenza con la consapevolezza che i salari, gli investimenti e le pensioni non sono aumentati o ribassati rispetto a prima. Lo hanno fatto esclusivamente la moneta, la banca che la emette, quella che la garantisce e l’apparato di burocrati, politici e decisori in generale, che decide l’orientamento politico, finanziario, industriale, nazionale. Dunque parafrasando Trump, drenare la palude dello stato profondo per tutelare la nazione ed i propri figli, e’ imperativo categorico. Approfondimento e/o sostegno nella sezione contenuti segreti del nostro giornale.

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