di Gianmarco Landi

POLITICA COME PASTORIZIA DEL MO-VI-MENTO: IL CASO CABRAS

Anatomia della incapacità interpretativa di uno scontro epocale per salvare l’Umanità dalla Terza Guerra Mondiale, che nasconde la manipolazione mentale autoindotta a propria insaputa.

        L’onorevole Cabras ha studiato la mia intervista di Toscano rimanendo evidentemente irritato per il grande seguito personale che ho, anche quando incautamente propongo letture complesse con chiavi disturbanti le masse di  prigionieri nelle Caverne di Platone.  L’onorevole non ha potuto fare a meno di esplicitare la sua avversione per il mio impianto interpretativo sull’operato della Presidenza Trump, definendolo ‘autosigillante’, cioè in cui ogni fatto sarebbe piegato a conferma della teoria. Non so se io sia un romanziere strategico permanente, tuttavia sono certo che non sono capace di trasformare la complessità in un alibi per sottrarmi alla verifica dei fatti, anzi, è proprio dai fatti che le mie teorizzazioni trovano conferma. Cabras vedrà non solo che non mi sottraggo dallo scontro dialettico a qualsiasi livello e dimensione, ma che con ancora maggiore ardore sottopongo le mie perorazioni alla verifica dei fatti, specificando però che esse per me hanno senso nel tempo. Sarà mia manchevolezza, ma la mia formazione politica e la forza interiore che mi guida,  non è quella che scaturisce dai meetup costruiti per sottomettere l’Italia ad un comico e alla sua masnada di sempliciotti analfabeti funzionali al servizio dei banchieri. A questo proposito, l’onorevole Cabras era già sceso in campo buttadomi in faccia un guanto, quando in difesa della eroina ONU Francesca Albanese e di suo marito Massimiliano Calì, ha avversato il mio dire senza però volersi confrontare con me. Sono rimasto molto deluso da lui, ma capisco che entrare nel merito dell’onestà con cui la moglie del Banchiere Calì, formatosi alla London School of Economics guidata da Eveleyn Rothschild, avrebbe voluto aprire il governo sionista di Israele come una scatoletta di tonno, può essere imbarazzante quando si ha un back ground a 5 Stelle che, alla prova dei fatti di lungo periodo, è stato al servizio dei banchieri anche se per molti analfabeti a loro insaputa.

Nel merito dei rilievi, innanzi tutto dico che è vero che Toscano mi ha ricordato che ero convinto che Trump non avrebbe attaccato l’Iran, ed è evidente che la mia previsione è stata sbagliata, ma come spiegherò più volte nel seguito, il quadro di una guerra all’Iran fatta da Israele e Usa non è nella lettura delle cose che faccio io.

Quando un ‘amico’ ti trascina in una rissa a cui non avevi in animo di partecipare, e ci entri per forza, è lecito pensare di menare le mani anche per primo, per non prendere troppe botte, e non ti dispiacerebbe se al tuo amico fosse riservata una bella lezione.

Peraltro Cabras, Rizzo, Toscano e tutta DSP riconoscono che Putin non aveva in animo di fare guerre nel cuore dell’Europa, ma essendo stato costretto da provocazioni sortite sin dal 2014, Putin alla fine ha dovuto farla, peraltro ‘menando le mani’ per primo. Come ho riconosciuto per il caso di Putin in Ucraina, il conflitto non è nato nel 2022 con l’entrata dell’esercito russo sul suolo ucraino, ma dal momento in cui flussi di dollari FED sono arrivate a formazioni paramilitari di nazionalisti ucraini antirussi, cioè nel 2014 ad opera di Obama. Allo stesso identico modo, la guerra in Medioriente nasce quando nel biennio 2014-15 l’Amministrazione Obama fa una serie di accordi con la Repubblica Islamica per far arrivare oltre 150 miliardi di dollari in Iran, di cui oltre 1.700 milioni in bancali di banconote.

Sulla seconda presunta contraddizione, che investe il rapporto tra Trump, Israele e il Mossad, sono accusato di non aver portato prove in favore di un livello occulto di conflitto politico USA-Israele che ribalta quello manifesto, cioè della presunta amicizia politica tra sionisti Israeliani e Amministrazione Usa. Ribalto il punto di vista di Cabras: basterebbe considerare i tatuaggi del Ministro della Guerra Hegseth di Trump (croci templari), oppure il disegno in fronte al Segretario di Stato Rubio una settimana fa (croce), oppure il ritiro in preghiera con predicatori cristiani nella Stanza ovale, per riconoscere manifestamente che l’Amministrazione Trump è di impronta cristiana e non ebrea. Nella politica USA le ritualità e le ispirazioni religiose sono sostanza politica, e la sostanza di Trump non è quella di una forza politica assoggettata agli ebrei o ai mussulmani, ma quelle di una forza politica che ha un’identità forte a sé stante rispetto agli ebrei (e ai mussulmani), peraltro con una First Lady slava e cattolica, di presenza politica enorme. Inoltre chi ha sostenuto Trump dal 2016, come nel mio caso, sa bene che rispetto alla madre di tutte le questioni complottiste, l’assassinio dei due Kennedy (1963 e 68), sono stati portati nella base MAGA, anche soprattutto con l’Operazione Q, forti elementi socioculturali e politici distanzianti gli Stati Uniti da Israele, con particolare riguardo alle connotazioni dell’elite finanziaria guerrafondaia, dichiarati nemici del MAGA, che come sappiamo hanno una matrice religiosa ed etnica molto precisa coraggiosamente annunciata come anticristiana.

Il terzo snodo controverso, il legame tra segmenti decisivi del potere iraniano e la CIA-Mossad è di per sé stesso evidente, ma bisogna apprezzare il sacrificio di uomini come Assange o avere contezza di come sia stato creato il terrorismo funzionale alle narrazioni per la Globalizzazione, per apprezzare il piano di potere occultato in favore del teatrino politico dell’ONU e dei Media Mainstraem. Basterebbe constatare, ad esempio, la famosa e-mail di Hillary Clinton con cui il Segretario di Stato USA ordinava l’esecuzione dell’Ambasciatore americano in Libia e altri 4 americani, a terroristi che risultavano essere insospettabili uomini di Soleimani, il generale della Repubblica Islamica. Chi conosce il Medioriente sa che non c’è stato solo un terrorismo sanguinario eterodiretto da Cia e Mossad di matrice sunnita, ma ce n’è stato anche uno sciita, e questa cosa emerge anche nelle e-mail di Epstein, l’uomo del Mossad che rappresenta i Rothschild, e che annovera non solo Al Nusra e Al Qaeda tra le ‘bestie’ del Mossad, ma anche Hamas e per quello che attiene il presente scritto, Hezbollah, giustappunto.

La quarta contraddizione rilevata da Cabras è il “mio trattamento dell’Iran come un sistema penetrato, manipolato, quasi eterodiretto, ma anche dai tratti orgogliosi e autonomi, con una sua agenda contro il predominio sunnita e contro la presenza americana nel Golfo”. Confermo questo ‘trattamento’ che non riguarda solo l’Iran, ma tutte le Nazioni del Mondo che hanno una grande storia e parecchi milioni di abitanti, come ad esempio l’Italia, che ha un sistema penetrato, manipolato, quasi eterodiretto, ma anche dai tratti orgogliosi e autonomi, con una sua agenda contro il predominio della Germania e della Francia in Europa. Ribadisco che la Rivoluzione di Khomeini nel 1979 fu promossa anche dagli MI6 e dal Mossad, con una diabolica sponda USA di Brezinsky dietro alle spalle di Carter, creando poi nel decennio 1980-90 un teatro di guerra in cui i produttori delle armi in America e la stampatrice di denaro della FED, hanno fornito sostegno all’Iraq e all’Iran senza fare figli e figliastri. La rivoluzione di Khomeni è senz’altro un evento storico gigantesco e complessissimo, e non credo che Cabras si azzardi a teorizzare la non decisiva influenza esterna.

Il quinto rilievo è il presunto ricorso alla formula “i fatti”, che sarebbe, secondo Cabras, da me capovolto. Quando ho affermato che Putin non interviene con dei fatti, e ciò costituisce una presa di distanza dall’Iran, nonché la prova di un asse con Trump, mi chiedo cosa c’è che Cabras non capisce? Quando Lavrov nega quell’asse con Trump, la mia risposta è ovvia: perché dovrebbe farlo e definire quindi la lettera di Putin agli amici dell’Iran, una pacca sulle spalle? Capisco che nei 5 Stelle si sia potuto fare carriera senza intelligenza politica, tuttavia Cabras dovrebbe averne, e sapere il senso ontologico di dare pacche sulle spalle agli ‘amici’ di situazioni politiche.

La sesta contraddizione attribuitami è figlia dell’analfabetismo finanziario di Cabras e Toscano. Quando Toscano mi ha fatto notare che Trump ha rinnovato le sanzioni verso la Russia, ho fatto presente che questo atto non è necessariamente negativo, ma strategicamente funzionale alla dedollarizzazione. Cabras mi accusa di aver fatto capriole dialettiche e quando dice che Toscano mi ha inchiodato con una battuta perfetta – “per aiutare Gian Marco gli rubo il portafoglio”, probabilmente ha ragione per un certo livello dei commenti in chat, ma non per la sostanza che è tutta dalla mia parte. Se uno mi toglie la carta di credito, che funziona creando denaro con debito bancario, e mi costringe ad usare altri metodi a valori finanziari oggettivi (cripto monete avvalorate da panieri di oro e monete Brics), cosa sta facendo ad un livello macroeconomico e finanziario, se non colpire l’Elite finanziaria che comanda il Mondo, e aiutarmi? Le transazioni internazionali erano fatte in dollari e quando prendono piede altri metodi, come ora, le banche centrali devono acquistare oro per garantirsi la possibilità, in caso di necessità, di fare transazioni con aziende della Russia. Peraltro Cabras aveva su Visione TV in passato riconosciuto che le sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina erano state dannose per l’Europa e premianti per la Russia, cosa che effettivamente è, ma a questo punto ribalto la questione: mi può spiegare perché è successo, e perché io avrei torto? Ovviamente è una domanda retorica, perché Cabras è un uomo di spessore e cultura, con una formidabile dialettica, ma è un analfabeta finanziario e sarebbe meglio per lui che non ci provasse a mettersi a tu per tu con me, su queste materie che io ho la possibilità di dominare dialetticamente come un tiranno.

Per quanto riguarda il settimo punto, il parallelo con Giulio Cesare (Trump) che apparentemente appoggiò Crasso (Netanyahu) contro i Parti (popolo iranico), non è una patina classicheggiante e fatalistica come lui dice, ma un mio ricorso alla Storia per capire e spiegare come si agisce in politica, all’insegna della ricerca dei ricorsi storici di Vichiana impostazione filosofica. Provo a rispiegare.
Crasso era amico di Cesare per finta, e in accordo con Pompeo lo aveva spedito nelle Gallie per togliergli la presa sul popolo romano, che aveva in quanto leader dei Populares. Ma Cesare invece conquistò le Gallie e divenne ancora più forte, quindi allo scopo di contrappesarlo, gli Ottimati, partito delle Elite opposto al Populares, concepirono la grande spedizione contro i Parti (Iran) guidata dal Triumviro Crasso. Se Cesare avesse voluto avrebbe potuto guidare il suo partito nella direzione di ostacolarla e bloccarla in Senato. Inizialmente pensò di farlo e lo fece, ma poi non potendo fare altrimenti l’appoggiò ed è così, grazie al popolo iranico, di cui Cesare conosceva la forza, che Crasso si schiantò e morì (Roma fu sconfitta) facendo finire il Primo Triumvirato che divenne una questione a due leader nei due partiti opposti, con le istanze dei Populares sempre più forti. La conditio sine qua non per la successiva affermazione di Cesare è proprio la sconfitta di Crasso che andò a scapito delle istanze delle Elite di tenere sotto i Populares nella distribuzione delle terre e della ricchezza che a Roma affluivano sempre di più.
A Cabras questo parallelo storico disturba molto e per imprecisate motivazioni non lo trova appropriato, ma a me, e a tutti gli appassionati di vera cultura politica, che è imprescindibile dalla conoscenza della Storia, non disturba affatto perché è un parallelo appropriato a descrivere le peripezie di un leader avversato dalle Elite e da tutti gli esseri umani di animo micragnoso.

Per quanto riguarda l’ottavo rilievo, sulle questioni macro-finanziarie, e gli altri 4 a seguire, non intendo onorare l’Onorevole Cabras di una risposta, perché il livello di accanimento con argomentazioni avvilenti, non solo nei miei confronti ma anche nei suoi, è così basso, da farlo assimilare a quello del leader di Forza del Popolo, e non di un dirigente apicale di DSP.

Cabras ha prodotto un capolavoro di retorica accusandomi di costruire una narrativa “autosigillante”, ma a ben vedere gli unici sigilli sono stati apposti al suo cervello.
Quando un’analisi geopolitica non coincide con la cronaca del giorno dopo e con le puttanate del Mainstream, come nel mio caso, essa non diventa automaticamente “romanzo”. La Geopolitica è lenta, e non è roba da Striscia la Notizia, il meteo in Tv o i VaffanculoDay di Beppe Grillo.
Il paradosso è che Cabras denuncia le “narrazioni non falsificabili” mentre usa un metodo da mainstream:
chi propone uno schema interpretativo diverso viene liquidato come narratore letterario e visionario fuori dal Mondo.

Io non sono fuori dal Mondo, ma la mia testa non è del Mondo, è mia. Lui può dire con questa forza ‘mia’?

Se Cabras vuole vincere un dibattito con me, chieda a Toscano di organizzarlo, ma non gli basterà dichiarare apoditticamente che Landi scrive romanzi. La delegittimazione travestita da critica epistemologica è una maschera indossata da chi, rimasto un pastore grillino, è evidentemente invidioso delle leadership naturali e di chi in una tavola di discussione politica sa servire delizie per palati fini, e non aprire una scatoletta di tonno confezionato ed etichettato dal mainstream in conformità alle normative Ue.

Esegui l'accesso per Commentare.