Perché le TAC ad alto dosaggio potrebbero comportare rischi per la salute

Che si tratti di un semplice mal di testa persistente o di un sospetto caso di cancro, la tomografia computerizzata (TC) è uno strumento diagnostico di riferimento che consente ai medici di vedere all’interno del corpo senza bisogno di intervento chirurgico.

Sebbene la maggior parte delle persone consideri la TAC un miracolo della medicina moderna, recenti ricerche suggeriscono che questa tecnologia possa avere un lato oscuro, poiché le apparecchiature emettono radiazioni ionizzanti che potrebbero danneggiare il DNA e aumentare il rischio di cancro.

Le persone che si sottopongono a determinati esami di diagnostica per immagini, o quelle in sovrappeso, potrebbero essere maggiormente a rischio. “Le TAC di nuova generazione sono molto potenti e consentono scansioni rapide con un’elevata qualità d’immagine, ma a volte mancano di controlli integrati per prevenire dosi di radiazioni eccessivamente elevate, soprattutto nei pazienti di corporatura robusta o in caso di esami complessi”, ha dichiarato a The Epoch Times Madan Rehani, professore di radiologia presso la Harvard Medical School e uno dei ricercatori autori dello studio.

Rehani e i suoi colleghi hanno scoperto che le radiazioni emesse dalle TAC sono in aumento, nonostante il miglioramento della tecnologia degli scanner.Le ragioni alla base dell’aumento delle radiazioni sono complesse. Tuttavia, i risultati dei due recenti studi del team, pubblicati sul British Journal of Radiology e sul Journal of Emergency Medicine, suggeriscono che, sebbene le moderne TAC possano contribuire a ridurre le dosi di radiazioni, le insufficienti misure di sicurezza delle apparecchiature, le modalità di utilizzo della tecnologia da parte delle strutture sanitarie e l’aumento dei tassi di obesità potrebbero esporre i pazienti a dosi di radiazioni inutilmente elevate.

Alcuni studi rivelano preoccupanti tendenze relative alle radiazioni della TAC.

I risultati del primo articolo degli scienziati,

pubblicato sul British Journal of Radiology, hanno mostrato che il numero di esami TAC ad alto dosaggio, con dosi di radiazioni pari o superiori a 50 millisievert, è aumentato del 244% dal 2017.

Quando gli scienziati hanno esaminato quasi 5.000 esami TC che includevano dati sull’indice di massa corporea (BMI) del paziente, hanno scoperto che circa l’80% delle scansioni ad alto dosaggio erano state effettuate su persone con un BMI più elevato o obese.

Il secondo studio,
pubblicato sul Journal of Emergency Medicine, ha rilevato che, sebbene le TAC ad alto dosaggio siano relativamente rare, i dati del pronto soccorso di un ospedale di terzo livello relativi al periodo 2019-2022 hanno mostrato che la percentuale complessiva di esami TAC ad alto dosaggio nel pronto soccorso è quasi raddoppiata in quel periodo, passando dallo 0,5% nel 2019 allo 0,92% nel 2022.

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