di Paolo Paoletti
IL NAPOLI PERDE LE SOLE 2 PARTITE SERIE CHE HA GIOCATO: DIFESA INAFFIDABILE OLTRE LE ASSENZE, DE BRUYNE CONDIZIONA MC TOMINEY, GLI ATTACCANTI NON SEGNANO! MODRIC SONTUOSO A 40 ANNI, UNICO FUORICLASSE DEL CAMPIONATO. ALLEGRI BATTE CONTE: GRANDE APPROCCIO, GIOCO VERTICALE, CENTROCAMPO DI CORSA E QUALITA’. ANTONIO METTA LE COSE A POSTO: NON HA 2 SQUADRE MA DEVE OTTENERE DI PIU’.
Il Napoli ha perso 3 volte: contro il Milan, Conte contro Allegri, De Bruyne contro Modric.
La quarta sarebbe dover ammettere che San Siro è lo stadio che in Italia sposta di più per chi gioca in casa: un conto è se ce l’hai contro, un altro se l’hai a favore.
Clamorosa l’atmosfera, la Curva è tornata a fare la curva ed il Milan ha approcciato benissimo anche grazie ai tifosi.
Il Napoli aveva diverse assenze difensive, le ha pagate, ma non si capisce perchè bisognerebbe sottolineare più le assenze quando si glorifica il mercato. O i giocatori acquistati hanno realizzato la secondo squadra, oppure no!
Anche Conte, però, rientrasse in annunci sorretti dai fatti: se il Napoli non è rodato come potrebbe esserlo il Milan con 14 nuovi acquisti (Trasfertmark)?
E se come dice Conte chi non costa dai 50 in su non è uno di prima fascia, perchè il Milan dovrebbe essere meglio del Napoli, segnando 2 reti in 30′, se i 2 nuovi più costosi sono stati Nkunku (37mln) e Jashari (36)?
Ecco perchè il Milan ha vinto:
- Conte ha giocato troppo in orizzontale; il Milan ha giocato in verticale. Lo dicono i dati.
- La sfida tra De Bruyne e Modric è stata stravinta dal croato: del belga rimane l’arrabbiatura al momento del cambio su cui Conte ha già detto tutto: “se ha smadonnato per la sostituzione ha sbagliato persona”. Modric è rimasto in campo per tutti i 90′ come un ragazzino, ha recuperato più palloni di tutti, ha guidato la squadra con carisma e personalità.
- Allegri ha battuto l’amico Conte per tattica, gestendo meglio i cambi, per l’approccio chiesto alla squadra: in 31′ due gol ed uno mangiatissimo da Fofana, solo davanti a Meret. Per poi difendersi con determinazione fino alla fine ed in inferiorità numerica per 40′ dal 57′ al 97′, quasi un tempo, in cui tutto sommato il Napoli non ha fatto ciò che doveva, ovvero non è riuscito a pareggiare.
Permettendo a Max il lusso di andarsene addirittura un minuto prima! - Il Diavolo è stato dentro la partita già dagli spogliatoi. Il Napoli ci ha messo un tempo per entrarci. Insomma un divario di mentalità che premia Allegri e boccia Conte.
- I primi 11 scelti da Antonio ed i successivi cambi sono da chiarire. Perchè tenere fuori Beukema, rivolgendosi ancora a Juan Jesus? La Champions…? Certo ma siamo ad inizio stagione. Perchè sostituire ancora De Bruyne quando con un uomo in più la qualità era importantissima nonostante il bunker rossonero?
Nel finale ho visto Di Lorenzo tirare punizioni: mi è venuto da ridere, cosi come alla battuta di Ciccio Graziani: “Giovanni sei il miglior laterale d’Europa…” Una bugia per non dover ammettere che non sa marcare, ancora complice in entrambi i gol subiti per assenza di leadership, posizione sbagliata e conseguente ritardo nelle opposizioni al primo e ancor di più al raddoppio. - Il Napoli ha fatto della difesa il segno distintivo del Quarto: 27 gol subiti in 38 gare, media 0,7 a partita. Al momento dopo 5 gare, sono già 5 le reti incassate. E 10 quelle fatte. Il Milan 3 e 9 fatti. La Roma, che non corre per lo scudetto, ne ha beccato solo 1 segnandone 5. Per tutte e tre 12 punti ma in modo molto diverso. Bisognava cambiare modulo? No, se non funziona!
- Abbiamo visto Gutierrez. Impossibile un giudizio definitivo. Ma non mi è sembrato meglio di Spinazzola e Oliveira. Di acchito mi ha impressionato di più Bartesaghi (dal 59′ con un uomo in meno), 19 anni, del settore giovanile rossonero. Da sempre nel giro azzurro: Under 18/19/20. Abbiamo visto Marianucci: 21 anni, costato 7,5 mln con poche possibilità di giocare, allo sbaraglio nell’esordio a San Siro, sopratutto per la scelta tattica di avanzare con entrambi gli esterni lasciandolo solo accanto a Jesus ad occuparsi di Gutierrez e Pulisic che lo ha distrutto fin dal primo affondo da cui è nato il vantaggio dopo una corsa di 40metri in cui l’americano ne prende diversi di vantaggio. L’inesperienza gli ha impedito di fare fallo (Conte queste cose vanno dette ai giovani), errore che determina il gol di Saelemaekers ed il risultato.
- Mc Tomy e De Bruyne. E’ evidente che l’arrivo del belga con lo scozzese spostato esterno ha modificato qualcosa di importante. Mc ha perso efficacia in zona gol, conclude poco, è impegnato più a fare gioco che ha finalizzare. A prescidere dal fatto che chi gioca bene parla sempre lo stesso linguaggio, De Bruyne condizionato lo svolgimento della manovra: la palla giustamente deve passare per lui che ha più talento degli altri, ma i tempi di inserimento di Mc non sono più a sorpresa e sorprendono meno dello scorso anno perchè è il nuovo compagno a dettarli. Kevin ha segnato 3 gol, 2 rigori che calcia molto bene. Scott lo scorso anno ne ha fatti 11, record al primo anno a Napoli che gli valse il titolo di miglior giocatore del campionato. Oggi stenta. Conte deve trovare una soluzione come deve farlo per Neres: nei 24′ finali ha tirato due volte… un incrocio esterno ed una bella parata di Maignan. Da destra è molti più pericoloso di Politano, non copre e rientra poco ma bisogna dargli spazio.
- Hojilund e Lucca non sono Lukaku. Entrambi hanno bisogno della squadra, mentre Romelu si carica la squadra sulle spalle. Il danese a San Siro si è visto la partita, Lorenzo è ancora acerbo. Se però a crossare è Di Lorenzo, stiamo freschi.
- Conte ha perso la sfida con Allegri. Ha fatto quasi tutto bene, ovvero con raziocinio. Non basta. Serve molto di più. Se il suo personale obiettivo sono i quarti di Champions, deve riuscirci senza sacrificare il campionato. Se invece sceglie anche per dimostrare che il mercato non è stato ciò che si aspettava per vincere tutto, allora il Napoli ha una lacuna da colmare al più presto: serve urgentemente un dirigente di alto livello, carisma, personalità, esperienza. Ciò che fu Allodi per Ferlaino, indispensabile nonostante Maradona. Un dirigente che sappia confrontarsi con Conte da pari a pari, cosa che Manna non è. Per imporre il volere del club, per contestare errori di gestione, per proteggere lo stesso Conte dal trabocchetto della carta bianca.
Dopo 10 punti utili a spiegare la sconfitta di Milano, il Napoli sulla carta resta superfavorito in campionato e outsider in Champions. Aspettiamo mercoledi e lo Sporting per capire di più.
