Dieta ipoproteica nella malattia renale cronica: rimborsata al 100% solo in 2 Regioni italiane. Primo manifesto dei pazienti per un accesso più equo
Spesso associata a diabete e malattie cardiovascolari, la malattia renale cronica colpisce oltre 4 milioni di persone in Italia. Negli stati avanzati della patologia, la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica apporta due benefici fondamentali: evita tossicità all’organismo riequilibrando i vari parametri legati alla funzione dei reni e quindi ritarda la necessità di ricorrere al trattamento dialitico sostitutivo. Ogni anno, per offrire quest’opzione di cura a circa 20.000 pazienti italiani, vengono spesi 32 milioni di euro, 8 dei quali a carico degli stessi pazienti. Se due Regioni rimborsano l’acquisto di 12 kg di alimenti aproteici al mese, la quantità necessaria a seguire la dieta correttamente, le altre permettono di acquistarne poco più di 5, quando ne servirebbero in media almeno 7, solo per sostituire pane e pasta. Per integrare, i pazienti arrivano a spendere fino a 50 euro al mese. Le Associazioni dei pazienti presentano alle Istituzioni un Manifesto per chiedere che l’accesso alla Terapia Dietetica Nutrizionale ipoproteica sia equamente garantito su tutto il territorio nazionale.
Una vera e propria terapia, spesso accompagnata da contestuale trattamento farmacologico, che può ridurre i sintomi dell’insufficienza renale e posticipare l’ingresso in dialisi, tutelando qualità di vita, libertà di movimento, lavoro, relazioni e quotidianità dei pazienti. È la dieta ipoproteica, un regime alimentare a contenuto ridotto di proteine, studiato per le persone con malattia renale cronica (MRC). Riduce il carico di lavoro dei reni, aiutando a mantenere un equilibrio metabolico più stabile. Seguita da circa 20.000 italiani, richiede ogni anno un investimento complessivo di circa 32 milioni di euro, a cui contribuiscono per il 27% gli stessi pazienti che acquistano di tasca propria alcuni alimenti aproteici. A eccezione di Lombardia e Basilicata, infatti, tutte le altre Regioni non rimborsano il quantitativo di prodotti necessario a seguire la dieta correttamente e i pazienti sono costretti a farsene carico o a rinunciare a parte del trattamento, finendo col non essere aderenti alla terapia.
Per favorire una governance più uniforme, la Confederazione FORUM Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato e l’Associazione Malati di Reni hanno lanciato un appello alle Istituzioni, presentando il primo Manifesto per l’equità nell’accesso alla Terapia Dietetica Nutrizionale ipoproteica. Tra le richieste avanzate: la valorizzazione del canale distributivo della farmacia aperta al pubblico che, rispetto alla distribuzione nelle strutture ospedaliere, semplifica la dispensazione dei prodotti aproteici, la promozione di un modello di rimborsabilità basato sul piano terapeutico e quindi sui volumi degli alimenti piuttosto che sul valore economico, per garantire una dieta completa, varia ed equilibrata e la possibilità di accedere a un’ampia gamma di prodotti ipoproteici. Il documento, sottoscritto anche dall’Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica (ASAND), dalla Fondazione Italiana del Rene (FIR) e dalla Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), è stato illustrato oggi, nell’ambito di una conferenza stampa al Senato, promossa dal Senatore Ignazio Zullo.
“L’iniziativa di oggi è dedicata alla discussione sulla malattia renale cronica per sensibilizzare il Ministero e le Regioni sull’obiettivo comune di preservare la qualità della vita ai pazienti cronici, in particolare per i pazienti con MRC, e garantire a tutti i cittadini equità di accesso alle cure, tra cui possiamo includere la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica che ha un ruolo fondamentale nella vita di questi pazienti – afferma il Senatore Ignazio Zullo – Il dibattito avviato in questa giornata è utile a evidenziare le criticità del sistema sanitario per trovare assieme ai pazienti, clinici e farmacisti e alle istituzioni delle soluzioni comuni partendo dalle risorse disponibili che sono limitate ma che possono essere razionalizzate per raggiungere gli obiettivi di sanità pubblica. Il Manifesto sottoscritto oggi rappresenta l’impegno a proseguire questo confronto anche in sedi istituzionali come quella che oggi rappresento”.
“Chi vive con una malattia renale cronica sa quanto la dieta ipoproteica non sia una semplice scelta alimentare, ma una parte fondamentale del proprio percorso di cura – dichiara Leonardo Loche, Presidente Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato – È una terapia quotidiana, fatta di attenzione, disciplina e sacrifici, che può davvero farci ‘guadagnare’ anni liberi dalla dialisi e con una migliore qualità di vita. Purtroppo, oggi in Italia non tutti i pazienti hanno le stesse possibilità di seguire questa terapia in modo adeguato: la distribuzione e il rimborso dei prodotti aproteici variano da Regione a Regione, creando disparità inaccettabili. Con questo Manifesto chiediamo che la voce dei pazienti venga ascoltata e che il diritto alla terapia dietetico-nutrizionale sia garantito a tutti, su tutto il territorio nazionale. È doveroso dare questa preziosa chance di cura a chi affronta la malattia renale cronica, ancora oggi una condizione progressiva ma che possiamo e dobbiamo cercare di rallentare”.
“La malattia renale cronica colpisce oltre 4 milioni di persone in Italia, con un impatto importante sul piano clinico, sociale ed economico – spiega Massimo Morosetti, Presidente Fondazione Italiana del Rene – Spesso si associa a patologie come diabete e malattie cardiovascolari, moltiplicando il rischio di complicanze e i costi assistenziali. La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica rappresenta uno strumento di grande valore nella gestione degli stati avanzati di insufficienza renale, apportando due benefici sostanziali: mantiene l’organismo in condizioni ottimali, evitando uno stato tossico, e quindi ritarda l’ingresso in dialisi. Ciononostante, solo due Regioni (Lombardia e Basilicata) adottano un sistema di rimborsabilità di questa terapia basato sui volumi: 12 kg di prodotti al mese, che corrispondono alla quantità necessaria al paziente per attenersi alla dieta prescritta. Le altre Regioni stabiliscono, invece, soglie di spesa mensili, nella maggior parte dei casi cifre non congrue nel coprire il reale fabbisogno dei pazienti, che devono quindi integrare con un contributo di tasca propria non irrisorio: su un investimento totale annuo di 32 milioni di euro, oltre 8 sono a loro carico”.
“Il dietista ha un ruolo chiave nel percorso di cura delle persone con malattia renale cronica: accompagnare il paziente nella gestione quotidiana della dieta significa aumentare l’aderenza terapeutica e migliorare gli esiti clinici – evidenzia Claudia D’Alessandro, Coordinatrice del Gruppo di studio Nefrologia (ASAND) – La terapia dietetica non può essere considerata un elemento accessorio, ma una componente essenziale del trattamento del paziente con insufficienza renale cronica, nel contesto di un modello di cura multidisciplinare, interattivo e sostenibile. Le attuali differenze regionali, tuttavia, rendono difficile mantenere un’aderenza costante alla terapia dietetico-nutrizionale. Serve un impegno comune per superare queste disparità e assicurare a ogni paziente le stesse opportunità di cura e di benessere.”
“Le differenze tra una Regione e l’altra pesano ogni giorno sulla vita concreta dei pazienti. Solo in due Regioni più virtuose, con un tetto di spesa mensile per i prodotti aproteici corrispondente a 12 Kg, i pazienti riescono a seguire una terapia corretta – rimarca Cristina Paraskevas, Componente del Direttivo dell’Associazione Malati di Reni – Nelle altre Regioni, tutte con tetti di spesa, i pazienti al massimo possono acquistare poco più di 5 kg di alimenti, quando ne servirebbero almeno 7, solo per i sostituti parziali di pane e pasta, per seguire correttamente la dieta prescritta. Questo significa che molti di noi devono rinunciare a parte della terapia o affrontare una spesa aggiuntiva di quasi 50 euro al mese. La dieta ipoproteica non è un optional, ma una cura vera e propria: non poterla seguire nel modo giusto significa mettere a rischio la propria salute. L’accesso a una terapia così importante non può dipendere dal CAP di residenza. Con questo Manifesto vogliamo contribuire a costruire un sistema più attento, equo e vicino ai bisogni reali dei pazienti”.
“La prossimità dei farmacisti rappresenta un elemento chiave per facilitare l’accesso alle terapie, migliorare l’aderenza e garantire la continuità della cura, aspetti fondamentali per chi convive con una patologia cronica – sottolinea Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) – Valorizzare il ruolo del farmacista all’interno di un modello di presa in carico integrato, al fianco di medici di medicina generale, nefrologi e dietisti, significa costruire una rete assistenziale realmente centrata sulla persona e sui suoi bisogni di salute. In questa prospettiva, il modello adottato in Lombardia per la dispensazione della terapia dietetica nutrizionale da parte dei farmacisti sul territorio rappresenta un esempio virtuoso di equità terapeutica e di sostegno concreto alla qualità di vita dei pazienti”.
“Dal 1974 Aproten è al fianco delle persone con patologie renali, impegnata a favorire equità di accesso alla terapia dietetico-nutrizionale – aggiunge Luigi Cimmino Caserta, Public & Government Affairs KraftHeinz Italia-Aproten – Recenti studi di farmacoeconomia sul rapporto di costo-efficacia della dieta ipoproteica hanno confermato che, oltre ai benefici di salute per i pazienti, questa terapia realizza un vantaggio economico per il SSN. Il costo annuale dell’utilizzo di prodotti ipoproteici si attesta intorno 2.500/3.000 euro a paziente, contro i quasi 45.000-50.000 euro del trattamento dialitico. I 50mila pazienti attualmente in dialisi costano al SSN 2,5 miliardi di euro l’anno, circa il 2% delle risorse totali destinate alla sanità. L’Evidence Based Medicine conferma la necessità di rendere la TDN centrale nel percorso di cura del paziente nefropatico. Mettere ‘la persona’ al centro ed accompagnarla lungo il suo percorso dietetico è la mission di Aproten”.
“Siamo orgogliosi di aver contribuito a creare un tavolo di confronto multidisciplinare davanti alle Istituzioni, dedicato a questo obiettivo. Continueremo a innovare i nostri prodotti ipoproteici, anche per rispondere ai bisogni dei pazienti con più patologie, come il diabete, contribuendo così a migliorare la loro qualità di vita”.
MANIFESTO PER L’EQUITÀ DELLA TERAPIA DIETETICA NUTRIZIONALE IPOPROTEICA A SUPPORTO DELLE PERSONE CON MALATTIA RENALE CRONICA
Il presente Manifesto nasce con l’obiettivo di promuovere un accesso equo e uniforme, su tutto il territorio nazionale, alla Terapia Dietetico-Nutrizionale (TDN) ipoproteica, riconoscendone il ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento conservativo della Malattia Renale Cronica (MRC).
Per MRC si intende una condizione clinica complessa e potenzialmente pericolosa, caratterizzata da un’alterazione progressiva e permanente della funzione renale. Può essere causata da patologie renali primitive o da altre malattie sistemiche che compromettono anche la funzione del rene. La MRC rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare (CV) indipendente ed è frequentemente associata ad altri fattori di rischio CV che possono, a loro volta, contribuire all’insorgenza della patologia. Nello stadio terminale, gli unici trattamenti possibili sono la dialisi o il trapianto renale.
In Italia, la MRC interessa circa il 7% della popolazione adulta, ossia più di 4 milioni di persone, con una leggera prevalenza negli uomini rispetto alle donne. A causa della patologia, circa 8.000 pazienti iniziano ogni anno la terapia sostitutiva della funzione renale (dialisi o trapianto), mentre circa 19.400 seguono una dieta ipoproteica, da intendersi come una vera e propria terapia, spesso integrata anche con il trattamento farmacologico, che produce l’effetto di ritardare l’ingresso in dialisi, tidurre sntomi dell’insufficienza renale e mantenere uno stato nutrizionale adeguato. Nello specifico la terapia dietetico-nutrizionale (TDN) si fonda principalmente sulla riduzione dell’apporto proteico, ma prevede anche un adeguato apporto calorico, il controllo dell’introduzione di sodio e potassio, nonché la limitazione dell’assunzione di fosforo; inoltre, incentiva il consumo di alimenti di origine vegetale per garantire un migliore controllo del metabolismo del fosforo e dell’equilibrio acido-base. Tuttavia, nonostante sia ormai accertato l’elevato valore clinico della TDN, l’accesso a questo trattamento non è ancora equamente garantito su tutto il territorio nazionale, a causa dei differenti modelli distributivi e di rimborsabilità applicati dalle singole Regioni, e in particolare:
- difficoltà logistiche di approvvigionamento dei prodotti aproteici, reperibili in alcune Regioni presso centri di distribuzione e strutture ospedaliere, ed in altre Regioni nelle farmacie – diverse dalle farmacie di comunità – talvolta difficili da raggiungere, soprattutto per i più fragili
- previsione nella maggior parte delle Regioni di un tetto di spesa mensile calcolato in valore economico (variabile da 40 euro a 120 euro) anziché in volume (12 Kg), che limita la quantità di prodotti erogabili: ciò induce i pazienti a privilegiare le opzioni a minor costo e, in molti casi, a farsi carico personalmente delle spese aggiuntive qualora il tetto stabilito non sia sufficiente a coprire il fabbisogno effettivo
- possibilità di accesso a un migliore assortimento di categorie di prodotti aproteici rispetto a solo pane e pasta, favorendo quindi l’adozione di una terapia nutrizionale completa grazie all’introduzione di sostituti del pane, biscotti, e bevanda sostitutiva del latte
In qualità di Associazioni dei pazienti, rivolgiamo un appello alle Istituzioni affinché – partendo dalle esperienze regionali più virtuose – sia garantita una maggiore uniformità dei modelli di distribuzione e dei criteri di rimborsabilità, secondo i seguenti tre principi guida:
- Valorizzare il canale distributivo della farmacia aperta al pubblico, grazie alla sua capillare presenza sul territorio e alla maggiore varietà di alimenti che può offrire, assicurando così un accesso più immediato e appropriato alla terapia dietetico- nutrizionale
- Promuovere un modello di rimborsabilità basato sui volumi e/o su una personalizzazione in base ai fabbisogni piuttosto che sul valore economico, per garantire una dieta completa, varia ed equilibrata e ridurre le diseguaglianze legate alla Regione di residenza
• Intraprendere tutte le iniziative necessarie per offrire alle persone con malattia renale cronica un’ampia gamma di prodotti ipoproteici, elemento essenziale per favorire l’aderenza al piano nutrizionale prescritto dallo specialista, e migliorare così l’efficacia complessiva del trattamento conservativo della MRC.
I firmatari:
Leonardo Loche, Presidente Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato
Roberto Costanzi, Presidente Associazione Malati di Reni
Con il sostegno di:
Riferimenti bibliografici
Information Resources, Inc. (IRI), Volumi degli Alimenti Aproteici del canale Farmacia, luglio 2024-luglio 2025
Società Italiana di Nefrologia in collaborazione con ISS e ANMCO, Cardiovascular Risk in Renal Patients of the Italian Health Examination Survey (CARHES),
https://documenti.sinitaly.org/wp- content/uploads/sites/7/2017/03/STUDIO_CARHES_SIN.pdf?x64712
Mariella Belloni
Giornalista
