Fermo restando che l’Italia non necessita di Europa o chicchessia per avere un futuro roseo sullo scacchiere internazionale composto da macrorealta’ iperpopolate, e’ opportuno rinfoltire lo “stivale” di almeno altri 10 milioni di abitanti per dotarlo di un bacino commerciale che assicuri attrattiva ed autosufficienza. Ovviamente questa operazione demografica non va attuata mediante gli immigrati che attualmente vengono portati e deportati sulle coste “romane” in ossequio a Kalergi e per logiche di pragmatismo commerciale contemporaneo che alla lunga sarebbero letali per la ontologia italica, occidentale, cattolica. Mentre la Russia sta principiando quel programma di importazione dei grandi talenti multidisciplinari che ha caratterizzato l’America dei primati assoluti, l’Italia prona a Bruxelles, Londra, Berlino, Parigi e Washington diventa terreno di transito e breve permanenza, per derelitti, psicopatici, ex galeotti e nullita’ dei paesi sottosviluppati. Dunque onde realizzare un’implementazione demografica di almeno 10 milioni di persone, Roma dovrebbe istituire fondi sovrani inattaccabili ed impermeabili, focalizzati sul sostegno ai giovani, alle imprese piccole, medie e grandi, pagando le famiglie ed i figli, in modo da lavorare per creare sommo valore ed accantonare gran parte del reddito da reinvestire in fondi sovrani che suffraghino il territorio, le infrastrutture, i servizi, il commercio, le produzioni. I giovani italiani devono essere dotati di una prospettiva salariale e pensionistica che dia loro la certezza di poter essere autonomi rispetto alle famiglie gia’ dopo la laurea e pure in caso di laurea mancata. Gli asili nido dovrebbero tornare gratuiti per tutte le tasche. Ogni figlio dovrebbe essere destinatario di un reddito di base di almeno 1200€ finche’ non lavora, da spendere integralmente per beni italiani. Dopo il lavoro, tale reddito dovrebbe permanere decurtato di 200€ in modo che il datore di lavoro possa integrarlo di almeno altri 1000€ con un nuovo sistema di pagamenti. L’Italia deve assistere al rilancio dei propri piccoli centri urbani con la ripopolazione di essi tramite investimenti pubblici e privati, salari modalita’ reddito cittadinanza che liberino i datori di lavoro da immani esborsi, ma anche l’erario da aggravi di tasse, e che liberino gli impiegati da schiavitu’, obblighi, sfruttamento, ansia. E’ ortodosso che anche gli immigrati regolari ricevano queste stesse opportunita’ in quanto il ripopolamento del Bel Paese dovrebbe superare i 15 milioni per infine valorizzarlo doviziosamente e renderlo totalmente autosufficiente. Per realizzare tale sistema e’ necessario abrogare il Signoraggio bancario e riprendere la proprieta’ di moneta, banca centrale ed asset pubblici. Riacquistando il debito pubblico tramite ingenti guadagni garantiti per gli investitori italiani. In seguito a cio’ bisognerebbe aiutare a dissolvere i debiti privati e quelli aziendali, abbassando dunque subito dopo le tasse e liberando liquidita’ per ricomporre la nazione. Il reddito di cittadinanza deve sopravvivere in una declinazione nuova e proficua per tutti, dai percettori, al fisco, ai datori di lavoro. Riformando il sistema in modo da far risultare piacevole e vantaggioso lavorare e dichiarare redditi. E’ opportuno liberare l’Italia dal giogo di potentati forestieri che ne anelano una bancarotta controllata. Ed entrare in un’ottica di prosperita’ collettiva, di spesa in Italia delle tasse, della maggioranza dei ricavi, di un tipo di reddito di cittadinanza che alimenti il circuito industriale, commerciale e dei servizi endogeno; verso un senso di sicurezza, dignita’, comunita’, democrazia, diritti e doveri inalienabili. Dentro un paradigma di opulenza collettiva che alimenti la cultura patria, l’evoluzione, il Cattolicesimo ed il sano e pacifico nazionalismo. Approfondimento e/o sostegno nella sezione contenuti segreti di Adfnews.it
2026-02-23
