di Giobbe Cortese
Dopo le missioni militari all’ estero, in Bosnia negli anni ’90 e in Afghanistan ed Iraq negli anni duemila, moltissimi soldati italiani reduci, si ammalarono di tumore e a centinaia morirono nell’ arco di poco tempo. Fu aperta una commissione di inchiesta per indagare sui motivi, e si individuarono le cause : uranio impoverito e vaccinazioni multiple. A febbraio 2018, la relazione finale della Commissione di inchiesta, riconobbe il nesso causale tra esposizione all’ uranio impoverito e i tumori, e stabili’ anche che l’ adozione di VACCINAZIONI MULTIPLE, somministrate ai militari in grandi quantità e in un tempo breve, rappresentava un rischio per la salute. In particolare, si evidenziarono almeno tre aspetti critici nella vaccinazione: 1) il possibile danno derivante dalla eccessiva quantità cumulativa dei componenti del vaccino; 2) la ipersensibilità alle sostanze contenute nei vaccini, che imponeva la necessità di analisi pre-vaccinali, che non venivano effettuate; 3) le potenziali reazioni avverse che imponevano una valutazione e un monitoraggio dei rischi nei singoli soggetti, che di fatto non avveniva. Tenendo presente che i vaccini utilizzati per i militari, sono gli stessi utilizzati per i bambini, la domanda sorge spontanea: come mai, facendo analisi approfondite si è giunti alla conclusione che l’ obbligo vaccinale per i militari è da sconsigliare, mentre l’ obbligo vaccinale per i bambini, soggetti sicuramente più fragili e delicati rispetto agli adulti, viene imposto ?
