di Giobbe Cortese

Era doveroso approfondire la vicenda glifosato. Di seguito vi invio un breve riassunto da prove documentali e documentate. Aggiungo anche la mail del ricercatore che ha prodotto lo studio sulla cancerogenicità del glifosato, a giugno 2025: mandriolid@ramazzini.it

Il glifosato è un erbicida totale, non selettivo, cioè distrugge tutto ciò che di organico incontra. Ha avuto successo per la sua caratteristica di essere ben tollerato dalle colture ogm. Approvato fin dagli anni ’70, il suo uso si è propagato successivamente in tutto il mondo accompagnato dalla rassicurazione di avere una bassa tossicità per l’ uomo. Studi successivi invece, confermano sempre di più la sua associazione a varie forme di cancro.

Uno dei prodotti a base di glifosato, più usati in Europa, è l’ erbicida liquido solubile ROUNDUP BIOFLOW – MON 52276 e l’ erbicida in granuli solubili ROUNDUP BIOSEC – MON 44068, della Monsanto, ( marchio acquisito dalla Bayer, nel 2018, per 63 miliardi di dollari )

Nel 2015, in seguito alla riclassificazione del glifosato come probabile cancerogeno, da parte dello IARC ( agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ), l’ Istituto Ramazzini, che è un centro per la ricerca indipendente e la prevenzione del cancro e delle malattie di origine ambientale, ha avviato uno studio internazionale denominato GLOBAL GLYPHOSATE STUDY, che ha presentato i primi risultati al Parlamento Europeo, il 16 maggio 2018. Lo studio è proseguito negli anni successivi, dando le prime conclusioni definitive, sulla cancerogenicità del glifosato, nell’ autunno 2023 e pubblicando i risultati finali nel giugno 2025. IL ROUNDUP È CANCEROGENO ! Lo studio finale, a firma di Daniele Mandrioli e Simona Panzacchi, pubblicato sulla rivista ENVIRONMENTAL HEALTH, ha dimostrato che non esistono dosi sicure, entro le quali il glifosato è tollerato dall’uomo. A questo punto, lo studio del 2000, ( articolo: Safety evaluation and risk assessment of the herbicide roundup and its active ingredient, gliphosate, for humans ), che rassicurava sull’ innocuità del prodotto, pubblicato sulla rivista REGULATORY TOXICOLOGY AND PHARMACOLOGY, è stato ritirato all’ improvviso, a novembre 2025, dopo 25 anni.

I motivi della ritrattazione dell’ articolo, sono riconducibili ad una mancanza di integrità accademica, poiché lo studio è stato scritto da Monsanto, con autori prestanome, e quindi fortemente influenzato da conflitti di interesse. Cio nonostante, l’ Unione Europea ha rinnovato l’ autorizzazione all’ uso del glifosato in Europa, fino al 2033. Criminali!

In Italia, le zone dove maggiormente è impiegato l’ uso del glifosato, sono soprattutto le zone caratterizzate da un’ agricoltura intensiva, in primis la pianura padano-veneta ( Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna ). La provincia più assediata dai pesticidi è quella di Treviso, dove si coltivano il radicchio rosso, quello variegato di Castelfranco, l’ asparago bianco, la vite, ( prosecco ), le pesche, le patate dolci e i cereali.

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