Confcommercio, il rialzo dell’inflazione per ora non preoccupa

Il rialzo dell’inflazione nel mese di febbraio (+0,8% congiunturale), “superiore alle nostre attese (+0,3%), non dovrebbe suscitare, al momento, particolari preoccupazioni.

Infatti, gli aumenti più rilevanti sono stati registrati in segmenti che hanno risentito di fattori occasionali, quali l’aumento delle accise sui tabacchi e l’effetto Olimpiadi invernali, con incrementi ‘fuori stagione’ nelle filiere collegate.

Al netto di queste poste, la variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sarebbe stata ampiamente inferiore all’1%”. Così l’Ufficio studi di Confcommercio commenta i dati Istat.
    “Qualche timore sulle prospettive inflazionistiche legate ai costi dell’energia nasce, inevitabilmente, dall’inasprirsi della situazione internazionale. Anche per evitare valutazioni catastrofiche giova ricordare che nell’aprile del 2024, in occasione di impedimenti rilevanti nei transiti dallo stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio registrò un temporaneo e consistente aumento, rientrato, però, nel brevissimo periodo.

Il rischio c’è, inutile negarlo. L’offensiva di Usa e Israele contro l’Iran e la reazione di Teheran contro i vicini del Golfo avrà effetti collaterali disastrosi sull’inflazione. Le prime avvisaglie si sono già viste sul prezzo del gas e quello del petrolio e il protrarsi del conflitto e della chiusura dello stretto di Hormuz acuiranno la situazione. Secondo gli analisti il prezzo da pagare per l’Europa sarà alto: un aggravio di un punto sull’inflazione, con una corsa al rialzo dei beni energetici, che frenerebbe la crescita aprendo la strada alla stagflazione.

A livello congiunturale l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione dello 0,8% in base alle stime preliminari  diffuse dall’Istat, dovuta soprattutto alla dinamica dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, in particolare, a quella dei servizi di alloggio (10,3%) per effetto delle Olimpiadi di Milano-Cortina, dei trasporti (3%) e degli beni alimentari non lavorati (3,6%). All’opposto si amplia la flessione dei prezzi degli energetici (in calo del 6,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” torna sopra il 2% e sale al 2,2% dall’1,9% di gennaio. Per il presidente Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive la percezione degli italiani è molto più elevata di quanto i numeri raccontino, «atteggiamento che si conferma poi nelle scelte di acquisto quanto mai prudenti». Tutelare la debole ripresa dei consumi è essenziale per Federdistribuzione che valuta positivamente le misure introdotte dal governo volte alla defiscalizzazione degli aumenti dei rinnovi contrattuali: «un contributo positivo al reddito dei lavoratori».

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