Nel 2025, il mercato immobiliare di Napoli ha mostrato incrementi molto simili per prezzi di vendita e canoni di locazione: rispetto al 2024, i primi sono cresciuti del 3,6%, mentre i secondi hanno registrato un rialzo del 3,5%. Tuttavia, negli ultimi cinque anni – tra l’inizio del 2021 e la fine del 2025 – i costi delle compravendite sono saliti in maniera ben più contenuta rispetto ai canoni di affitto. È quanto si evince dalla prima edizione di Market Monitor elaborato da Immobiliare.it Insights, proptech company specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia.
Il nuovo report offre una panoramica sull’andamento del settore immobiliare nel 2025 a livello nazionale e in diversi mercati metropolitani italiani. Alla fine dello scorso anno, per comprare casa nel capoluogo campano servivano poco meno di 3.000 €/mq, mentre per affittare il budget richiesto ammontava a 14,6 €/mq medi. Guardando alle previsioni per il 2026, si stima che i canoni torneranno a crescere a un ritmo più sostenuto rispetto ai prezzi di vendita: i primi sperimenteranno infatti un incremento del 4,7%, mentre i secondi saliranno del 2,7%.
L’interesse per le case in vendita a Napoli è fortemente aumentato nel 2025. Lo testimonia l’incremento della pressione di domanda, che in un anno è cresciuta del 16,9%, a fronte di un’offerta che si è ridotta del 3,4% nel medesimo arco temporale. Nel comparto dell’affitto, invece, si è verificato il trend opposto, con un -19,9% della pressione di domanda e un aumento dello stock in offerta del 25,2%.
Anche a Napoli, come in tutte le altre grandi città italiane, attualmente il tema dell’accessibilità economica alla casa (affordability) è centrale. Nel capoluogo campano i nuclei mono-reddito possono permettersi il 17,5% degli immobili proposti in vendita e appena il 5,3% di quelli offerti in locazione. Le famiglie bi-reddito, invece, hanno accesso a quote molto simili di mercato per vendite e affitti, rispettivamente 44,9% e 43,7%. Se si approfondisce l’andamento dell’affordability per chi dispone di due redditi si nota come, a differenza di quanto rilevato per molte altre grandi città del Paese, negli ultimi anni l’accessibilità per le case in affitto non è diminuita, rimanendo invece piuttosto stabile, con valori sempre intorno al 43%. In deciso calo, invece, quella di vendita, con una riduzione di circa 17 punti percentuali tra l’inizio del 2021 e la fine del 2025.
