di Giobbe Cortese

Nelle giornate di ieri e l’ altro ieri, giovedì e venerdì, ho fatto visita ad Alessandro Novelli e Fabio Guerci, l’ uno allevatore ed agricoltore abruzzese dell’ azienda LA CASA ROSA, e l’ altro allevatore laziale a confine con l’ Abruzzo, dai quali abbiamo recentemente comprato carne, salumi e formaggi. Da vicino mi sono reso conto di due cose, primo, di quanta fatica si fa a produrre carni, formaggi e prodotti della terra, sani, secondo, ho visto coi miei occhi le mucche allevare al pascolo libero e i prodotti della terra coltivati senza l’ uso di sostanze tossiche. Al giorno d’ oggi, quando si trova un agricoltore o un allevatore onesto e competente, bisogna dargli una mano a vendere i propri prodotti perche questo significa aiutare noi stessi. A testimonianza di ciò che ho detto, vi invio alcuni video che ritengo siano come una sorta di reportage. I video stazionano sui canali Youtube, Tik Tok, Rumble rispettivamente: Adfnews approfondimento giornalistico, Adfnews approfondimento, Approfondimento.

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I vitelli nascono liberi e vengono allattati dalle madri. Le madri, pascolando allo stato libero, vanno in giro a mangiare le erbe e le foglie che più gradiscono. Una mucca allo stato libero, non allatta solo il suo piccolo, ma anche altre vitelli e questo continuo allattare, permette anche una continua pulizia delle mammelle, preservandole da infezioni come la mastite. Negli allevamenti in stalla invece, questo non avviene, per cui gli animali vengono trattati con antibiotici per prevenire queste infezioni, che allo stato naturale sono molto più rare. Cosa sono gli allevamenti intensivi: le normative puniscono i piccoli allevatori e agevolano le multinazionali. Chalet Miravalle, piccolo paradiso alberghiero, che domina la valle del paese di Cittareale ( Lazio ),a 1400 metri sopra il livello del mare. In queste zone, salgono a pascolare le mucche di Fabio, circa duecento capi, tra bovini adulti e vitellini. Altro che stalle intensive. Spritz in alta quota, non ha prezzo, per tutto il resto, ci sono i bar nelle città inquinate. Breve spiegazione sul latte: il formaggio di queste aziende virtuose, viene prodotto con LATTE CRUDO, cioè latte appena munto e che quindi non subisce trattamento di pastorizzazione o bollitura. Questo processo, mantiene intatti la flora batterica naturale, i profumi e le proprietà nutritive originali.

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Se il latte per fare il formaggio, viene lavorato appena munto, o al massimo il giorno dopo, si evita la possibile insorgenza di infezioni batteriche come la salmonellosi, la listeriosi o la escherichia coli. Allora perché i protocolli sanitari ufficiali prevedono la pastorizzazione, che da un lato previene queste malattie ma dall’ altro impoverisce la forza nutritiva del latte? Perché a differenza dei singoli piccoli produttori, la filiera industriale di produzione di latte e derivati, implica il mischiamento di latte di varie fattorie e che spesso non viene lavorato subito. Quindi non avendo la piena garanzia di tutti i produttori e non potendo procedere in modo celere alla lavorazione dei formaggi e alla distribuzione del latte, le industrie preferiscono pastorizzare, facendo perdere valore nutritivo a latte e formaggi, pur di evitare possibili infezioni batteriche. Se i processi di lavorazione invece, rimanessero artigianali e diffusi sul territorio, dando spazio ai piccoli produttori, questa perdita di valore nutritivo si potrebbe evitare, escludendo la pastorizzazione e lavorando il latte in modo celere, cioè appena munto. Tutti ne beneficeremmo, tranne la finanza dei grandi gruppi, nazionali o multinazionali. Aggiungo che, in ogni caso, pastorizzato o meno che sia il latte, passati due mesi da una lavorazione, tutti i pericoli di possibili infezioni batteriche nei formaggi, vengono annullati. Patate, parassiti ed erbe cosiddette infestanti. Nessuna paura. Oltre a farmi vedere una parte dei suoi circa cento ettari di terreni, Alessandro mi ha portato sulla montagna di fronte, sui mille ettari di terreno di Fabio Guerci, che ha circa duecento bovini e quattrocento pecore. Mi ha fatto vedere come hanno portato l’ acqua di una fonte, da una quota più bassa, fino a 1400 metri d’ altezza, per abbeverare le mucche che salgono in alto, al pascolo libero, collegando la fonte d’ acqua ad una pompa ed un tubo lungo un chilometro.

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Questo articolo non e’ un messaggio promozionale bensi’ un testo divulgativo e cooperativo. Approfondimento e sostegno nella sezione top secret di http://www.adfnews.it

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