In un’era di desertificazione industriale avanzata che ha reciso lo strapotere patrimoniale, lavorativo, commerciale e previdenziale italiano, a causa di politici ottusi, collusi, ignoranti e vili che hanno sottoscritto gli accordi di Maastricht e Lisbona aborriti da statisti puri come Craxi, che hanno inserito a Tradimento il Fiscal Compact in Costituzione che il binomio Tremonti-Berlusconi ha tentato di eludere fino alla minacciata bancarotta eteroeseguita di Mediaset e dell’Italia scevra ormai, della sua Banca centrale emittente e garante illimitata di moneta e valuta. Ebbene in questa era golpista la famiglia Agnelli gia’ autrice di pionieristiche ed egemoniche opere di meccanica avanzata come i treni Freccia Rossa, la nave aliscafo Guizzo che raggiungeva la Sardegna da Fiumicino in 3 ore oppure le super turbine aeree della fu Alitalia, hanno scongiurato l’acquisizione dell’intero comparto automobilistico italico bramato dal trinomio Francia-Germania-Cina e di fatto facendo le veci del legislatore. Vero e’ che la situazione auto italiana non gode ancora di superamento della crisi ed investimenti auspicati, ma i giovani e gli anziani si ritrovano impossibilitati ad acquistare auto nuove ogni lustro a causa di politiche fiscali e finanziarie scellerate e subalterne. Intanto pero’ il campionario marchi nazionali Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Ferrari, e’ rimasto italiano dopo la migrazione a Berlino di Lamborghini, Bugatti e Ducati. In attesa che Aprilia che permane italiana, la superi in Moto Gp. Elkann ha sfornato con Leapmotor, un suv analogo alla Byd di Soros ma piu’ gradevole, con un prezzo inferiore e medesime peculiarita’. Come sempre gli Agnelli stanno traghettando il Bel Paese fuori dallo stallo e riportando in auge nello scenario mondiale. Compiti che spetterebbe concretizzare, al legislatore, ai politici ed amministratori italiani. I quali sono troppo proni a dogma e diktat economici forestieri ed attaccano Fiat che ovvia alle loro scelleratezze. In spregio ad invettive mendaci sugli Elkann di Sottomissione ai francesi, i fatti parlano di ventura abolizione del 1.2 pureteck francese in favore di nuovi propulsori di progettazione italiana tipo il Fire della vetusta Panda che era il migliore della categoria, il Lampredi della Delta regina ineguagliata dei rally ed il Boxer Alfa Romeo. Infine in un panorama di speculazione calcistica affidato alla finanza araba con Dubai capitale del riciclaggio mondiale, la Vecchia Signora Juventus, ha declinato le offerte miliardarie di acquisizione oriunda per mezzo della Exor,  apprestandosi a tornare protagonista in Europa affiancata da Milan, Inter ed un Napoli eccezionale detenuto da un mirabile imprenditore italiano. Miga(Make Italy Great Again) nella sezione contenuti segreti del nostro giornale

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